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Padova produce il 20% del Pil veneto

PADOVA. I ricconi? Abitano a Limena, che ha un reddito procapite di 37 mila euro, mentre Barbona è ultimo con appena 9.600 €. Sono questi i due centri padovani che delimitano la speciale classifica del reddito pro-capite maturato nel 2003 fra i 104 comuni. E Padova? Ai piedi del podio, con 27.500 euro. Eppure l'aumento del Pil rispetto al 2002 è stato del 4,4%, un vero record se confrontato alla media italiana. A trainare la scalata della ricchezza padovana, nel 2003, sono i servizi e le costruzioni, mentre preoccupa il crollo del settore manifatturiero e dell'agricoltura, che assume un ruolo marginale con un «fatturato» globale pari ad appena il 2% del Pil. Nella classifica generale, la provincia di Padova perde posizioni e scivola verso il basso. 

 

Un trend di crescita lenta che l'ha fatta scivolare, nella classifica elaborata dall'istituto Tagliacarne, dal 25º posto del 1997 al 39º del 2003, ultimo anno di vera e sostenuta crescita: il tasso di crescita per il 2005, a livello nazionale, resta attorno all'1,5%,

L'ANALISI.Con il 18,4% del totale Veneto (pari a 20,1 miliardi di euro) Padova è la capitale per incidenza sul Pil regionale. Diverso è invece il trend a livello di reddito pro capite, visto che con 22.009 euro annui per abitante la provincia si colloca al trentanovesimo posto a livello nazionale e al penultimo gradino in regione. Peggio fa solo Rovigo. Sono queste le principali novità del rapporto sulle «Dinamiche del reddito prodotto in provincia di Padova nel 2003», elaborato dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Padova sulla base delle stime diffuse dall'Istituto Tagliacarne e da Unioncamere nazionale.

Il complesso delle attività terziarie raggiunge i 13,4 miliardi di euro con un'incidenza sul totale pari al 66,6% del reddito prodotto in provincia. Seguono le attività industriali (manifatturiero e costruzioni) con 6,3 miliardi di euro, per un 31,3% del totale, mentre l'agricoltura copre il residuo 2% (per circa 407 milioni di euro).

Quanto all'incidenza sul totale Veneto, Padova si pone assieme a Verona al primo posto nel Veneto, seguita da Venezia (18,3%) e Vicenza (18,1%) mentre Treviso si colloca al quinto posto con il 17,6% del totale. In altre parole, Padova detiene il primato sulla quota globale di ricchezza prodotta, a conferma della sua funzione centrale nel Nordest, ma viene penalizzata sul reddito procapite rispetto a Treviso perché non dispone del gettito Irpef delle grandi holding quali la Benetton, tanto per fare un esempio.

IL REDDITO PRO CAPITE.A livello generale Padova occupa l'undicesima posizione nel ranking nazionale come Pil, mentre scivola al 39º nel reddito pro-capite con 22.009 euro procapite. Per quanto riguarda l'evoluzione nel biennio 2002-2003 si rileva un incremento del prodotto interno lordo del 4,4% (valore superiore al dato regionale, +3%) che colloca la provincia al secondo posto nel Veneto preceduta da Rovigo (+4,7%).

LE AREE PIÙ RICCHE.L'area della cintura urbana attorno al capoluogo raggiunge i 10,1 miliardi di euro di reddito nel 2003 con una incidenza sul totale del 51,4%. Insomma, metà della ricchezza viene prodotta nella Zip e nelle zona industriali di Limena, Noventa, Rubano, Cadoneghe e Albignasego a coferma che il policentrismo degli anni Settanta è stato il segreto del trend di sviluppo. Seguono Cittadellese e Camposampierese, rispettivamente con 2,2 e 1,8 miliardi di euro, mentre l'area sud incide nel complesso per il 27,8% sul totale del reddito provinciale, con le quote più rilevanti al suo interno riferibili al Monselicense (1,4 miliardi di euro) e al Piovese (poco più di 1 miliardo).

I COMUNI PIU RICCHI.Il Comune di Padova con 5,7 miliardi di euro concentra poco meno del 30% del totale del reddito prodotto nell'industria e nei servizi nella provincia di Padova. E' dalla graduatoria dei 104 comuni riferita al reddito per abitante che emergono le curiosità maggiori: Limena la fa da padrone assoluto con 37.100 euro pro-capite, seguito da Noventa Padovana (30.900 €), Casale di Scodosia (28.400), dal Comune di Padova (27.500) e da Cittadella (26.600). I livelli più bassi di ricchezza sono nelle zone sud, in particolare Barbona (9.600 euro), Sant'Urbano (12.700), Baone (13.300), Vescovana e Candiana (entrambi con 13.700 euro).

A livello prettamente industriale è Casale di Scodosia a detenere il livello maggiore del reddito per abitante (15.700 euro), seguito da Limena (13.500 euro), Campodarsego (12.800), Veggiano (12.300) e Curtarolo (11.700).

«SI PUÒ DARE DI PIÙ».

«Il potenziale padovano è decisamente più elevato, purtroppo il 2003 è stato un anno infausto sotto molti punti di vista». Per il presidente della Camera di Commercio di Padova, Gianfranco Chiesa, i risultati dello studio sono per certi versi contrastanti rispetto alla crescita demografica del territorio: «Poiché negli ultimi anni» prosegue Chiesa, «la provincia ha visto crescere la popolazione residente, si potrebbe dedurre che le dinamiche del reddito non sono risultate in linea con quelle della crescita della popolazione. Ovvero, non si è avuta una creazione di ricchezza in proporzione al potenziale di forza-lavoro disponibile».